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Alcuni ricercatori dell'University of Texas hanno messo a punto, partendo da semplici fili da pesca avvolti a spirale, un muscolo artificiale in grado di contrarsi e allungarsi reagendo a stimoli esterni (temperatura, corrente elettrica, luce). E' sostanzialmente un materiale a memoria di forma estremamente economico, resistente ed efficiente.
Che ce ne facciamo noi architetti?
Architettura adattativa! Mi immagino sistemi di schermatura solare in grado di adattarsi autonomamente al variare dell'intensità e della direzione della radiazione luminosa. Menbrane e tensostrutture che modificano costantemente forma e dimensione. E' incredibile la capacità degli architetti di fagocitare e fare propria qualunque innovazione in qualunque campo!
